Ftse Mib: rialzo agli sgoccioli? Buy Unicredit o Intesa?

Il Ftse Mib ha beneficiato molto del rialzo dei tassi viste le tante banche nel paniere: la festa è finita? La view di Fabrizio Brasili.

Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull’attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all’indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

I mercati azionari hanno visto proseguire la loro marcia rialzista nelle ultime sedute. Quali i possibili scenari per nuova settimana?

In attesa dell’inizio dei tagli dei tassi, che il mercato e le banche d’affari, prevedono ormai per la fine del prossimo inverno/inizio primavera, ci si sta buttando sui cosiddetti magnifici 7, le grandi big USA.

Si rischia poco e si va sul sicuro, si fa per dire, considerando che trattasi pur sempre di azioni.

Come si muoveranno le Borse?

Goldman Sachs con il solito suo iper-ottimismo condiziona ogni occasione per spingere questo mercato, giunto sui massimi. E questo vuol pur dire qualcosa.
Indici USA giunti  poco sotto i 35.000 punti di Dow Jones, sui 4.500 punti di S&P500 e  poco sotto area 14.000 di Nasdaq, livelli quindi poco affidabili e di scarsa importanza, anche per noi che diamo un relativo valore all’analisi tecnica.

Siamo quindi in un periodo di stallo, con l’inflazione che più di così non può scendere, e così pure far leva sui tassi che non possono più essere alzati, ma che con il mercato del lavoro ed occupazione, sorreggono tutta l’ impalcatura, facendo da volano, con l’aumento generale dei salari, a detta stabilizzazione, o anche a un pur leggero aumento dell’inflazione, almeno negli USA.

E allora, tutto rimarrà con tassi pur alti, ma per lungo tempo e con inflazione ricacciata in area 2% che resterà un miraggio.

In Europa si tenta di copiare inutilmente questo copione, con scarsi risultati, ma pur sempre intestardendosi sul target dell’inflazione sotto il 2%.

Soffriranno di più Germania e Italia, paesi esportatori  per eccellenza, con il nostro euro che andrà sempre più ancora rafforzandosi, andando anche oltre gli 1,10 contro dollaro.

Possiamo solo prevedere un logico storno, quantomeno per prese di profitto, sui tre indici USA, con il Dow Jones atteso a 33.500/33.600 punti, S&P500 sui 4.050/4.100 e il Nasdaq sui 12.500/12.600 punti, questo fino alle scadenze tecniche di Dicembre. Più che un rally di Natale, vi sarà un ritorno sui livelli di ottobre anche per le Borse europee.

L’analisi del Ftse Mib

Il Ftse Mib ha consolidato intorno all’area dei 29.500, senza riuscire a spingersi oltre. Quali le attese per le prossime sedute?

Per Piazza Affari il discorso si fa più serio e preoccupante, con il Ftse Mib bancocentrico, che ha già beneficiato molto di un aumento dei tassi.

Il rialzo del costo del denaro ha dopato gli utili delle banche e assicurazione oltre misura, senza alcun merito, ma nelle suddette previsioni di tassi in discesa, non sarà di certo favorevole alle Banche e ai titoli finanziari in genere. 

Si può solo prevedere a breve termine un ritorno del FTSE MIB sui minimi di ottobre posti fra  27.000 e 27.200/27.300 punti.

Unicredit e Intesa Sanpaolo sotto la lente

Come valuta l’attuale impostazione di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Sempre sui massimi, sempre con maggior forza su Unicredit, titolo più speculativo nel bene e nel male, rispetto a Intesa Sanpaolo.

Entrambi i bancari ora sarebbero da vendere e tradare con due approcci molto differenti.

Unicredit è da vendere totalmente, anticipando lo scarico di ipercomprato di breve-medio termine ai prezzi di venerdì in area 25 euro circa.

Per Intesa Sanpaolo, il consiglio è alleggerire fino alla metà ai prezzi di chiusura di venerdì posti poco sotto i 2,70 euro e vendere la rimanenza con call in the Money 2,65, scadenza Giugno 2024, incassando pure l’acconto dividendo e il saldo primaverile.Nel complesso un dividendo dell’ 8,7% oltre al ricavo delle opzioni Call.

L’analisi di Stellantis e Ferrari

Stellantis e Ferrari offrono spunti interessanti sugli attuali livelli di prezzo? Quali indicazioni operative ci può fornire?

Più debole Stellantis, che non ha ancora raggiunto i massimi dell’ultimo anno posti a 19,20 euro, mentre Ferrari li ha ampiamente superati, toccandone di nuovi a 330 euro. Quest’ultimo titolo va venduto totalmente a maggior ragione, avendo raggiunto multipli stratosferici  molto simili alle big del Nasdaq e non solo e non avendo in pratica un supporto opzionale per ottimizzare l’investimento.

Per Stellantis alleggerire fino al 50% sui prezzi di chiusura di venerdì e vendere il rimanente at the money o leggermente in the money, diciamo strike 18,50, scadenza giugno 2024.

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