Per la BCE il rischio recessione è possibile, cosa significa per l’Italia?

BCE lancia l’allarme su una possibile recessione nell’eurozona. La Banca centrale avverte, la recessione è ancora uno scenario possibile.

Per la Banca Centrale Europea il rischio Recessione non è ancora superato e anzi, rappresenta ancora uno scenario possibile per l’economia europea e l’eurozona.

Le dichiarazioni della BCE

Secondo quanto riferito dalla BCE la recessione per l’Eurozona resta uno scenario possibile di fronte al deterioramento dello scenario economico già debole e vi sono concreti rischi che tale scenario possa deteriorarsi ulteriormente con una inflessibile tendenza al ribasso, in altri termini, per la BCE l’attuale scenario economico dell’eurozona non è ancora al riparo da una possibile recessione, e questo a causa dei tassi di inflazione ancora molto elevati.

La BCE nell’ultimo anno e mezzo ha messo in campo diverse strategie per frenare l’aumento dell’inflazione, a partire dalla stretta monetaria e l’aumento dei tassi di riferimento, tuttavia, afferma la BCE, il pieno impatto dei tassi sull’economia deve ancora materializzarsi, di conseguenza, le prospettive sulla futura stabilità dell’economia europea continuano ad essere fragili. Inoltre, precisa la BCE, i mercati continuano ad essere esposti a condizioni macroeconomiche avverse per effetto degli sviluppi geopolitici in particolare i due grandi conflitti in Europa Orientale e Medio Oriente.

I conflitti tra Russia ed Ucraina, Israele ed Hamas e le tensione tra Cina e Taiwan rappresentano una fonte di incertezza per l’economia globale che si riflette direttamente sull’economia europea.

Il quadro finora disegnato, viene aggravato da condizioni finanziarie maggiormente restrittive rispetto al passato, tali condizioni prevedono una diminuzione della domanda aggregata e una minore offerta di credito che, insieme, delineano i confini di uno scenario catastrofico che che per gli esperti rappresenta un terreno fertile per il manifestarsi di una crisi economica globale.

I dati sul PIL

Secondo quanto riportato dalla BCE nel Financial Stability Report, pubblicato nella mattinata del 22 novembre 2023, si stimano elevati rischi per il PIL nel prossimo anno.

Per essere più precisi, secondo il report, vi è una probabilità del 5% che la crescita economica nei prossimi 12 mesi possa essere inferiore al -1,6%, in altri termini, si attende una decrescita economica compresa tra l’1% ed il 2%.

Tale contrazione appare piuttosto grave e suggerisce l’esistenza di concreti rischi al ribasso per l’attività economica nell’intera eurozona, con lievi variazioni da paese a paese.

L’incertezza sul Patto di Stabilità

A rendere ancora più complesso lo scenario europeo vi sono gli attuali negoziati sul patto di stabilità che, per la BCE stanno contribuendo a creare un clima di incertezza, dettato dall’incapacità di trovare un accordo.

Tale incertezza, aggiunge la BCE, non solo ritarda gli aggiustamenti di bilancio e le riforme necessarie a rilanciare l’economia europea, ma ha anche l’effetto collaterale aggiuntivo di aumentare le differenze tra i rendimenti dei titoli di stato dei vari paesi dell’eurozona, in altri termini, alimentano l’aumento dello spread tra i titoli di stato dei paesi che non rispettano il Patto di Stabilità ed i paesi più rigorosi che invece lo rispettano.

La posizione di Luis de Guindos

Secondo quanto dichiarato da Luis de Guindos, numero due della BCE in carica come vicepresidente, è fondamentale che la BCE rimanga vigile mentre l’economia passa da ad un contesto di tassi d’interesse crescenti. Questo, in conseguenza delle deboli prospettive economiche e l’elevata inflazione stanno mettendo a dura prova la capacità delle persone, delle imprese e dei governi di onorare il proprio debito.

Inoltre, i mercati e le istituzioni finanziarie non bancarie, per de Guindos, rimangono altamente sensibili a sviluppi negativi dell’economia globale di conseguenza, le loro vulnerabilità potrebbero essere sovraesposte alla contrazione economica.

Allo stesso tempo, le banche dell’eurozona, si sono dimostrate in grado di sopportare i diversi shock successivi alla pandemia e la loro redditività è in aumento.

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