Intesa Sanpaolo perde oltre 15 miliardi, cosa succede al Risparmio gestito

Continua la crisi del risparmio gestito, che, nel terso trimestre del 2023, registra perdite significative, ed i principali attori sulla scena registrano raccolte in calo di oltre 30 miliardi.

Il mercato del risparmio gestito, ovvero degli intermediari finanziari che gestiscono il risparmio dei propri clienti, sta subendo una forte contrazione e, secondo le stime, nei primi 3 trimestri dell’anno, sono stati registrati deflussi per oltre 30 miliardi, di cui 15 solo da Intesa.

Intesa e il risparmio gestito

Il gruppo Intesa rappresenta, insieme a Generali e Amundi, una delle tre grandi società operanti in Italia nel settore del risparmio gestito, più precisamente, Intesa è il più grande gruppo bancario italiano ed il principale attore del settore del risparmio gestito in Italia, seguita da Generali e Amundi in terza posizione.

Il ruolo protagonista di Intesa che, negli scorsi mesi ha dato al gruppo bancario la possibilità di slacciarsi parzialmente dall’ABI, revocando all’associazione la delega per il contratto e partecipando in modo indipendente ai vari negoziati con il MEF, è espressione della mastodontica dimensione del gruppo bancario e del numero dei risparmiatori italiani che hanno affidato i propri risparmi ad Intesa, tuttavia, tali dimensioni comportano un contrappeso negativo, ovvero una maggiore esposizione del gruppo ai momenti di crisi, e, in un momento di forte crisi e contrazione del risparmio, ecco che, il primo operatore del settore, registra le perdite più significative.

Deflussi netti nel 2023

Secondo quanto riportato da Assogestioni, l’associazione italiana delle società di gestione del risparmio, nei primi nove mesi del 2023, vale a dire nei primi tre trimestri dell’anno, sono stati registrati deflussi netti per oltre 30 miliardi di euro, di cui, oltre la metà, solo da parte di Intesa.

Nel dettaglio, le fuoriuscite di Intesa ammontano a circa 15,6 miliardi di euro, seguite da quelle registrate da Generali, per oltre 11 miliardi e infine quelle di Amundi, per circa 4,5 miliardi.

La causa dei deflussi

La principale causa della crisi del risparmio che sta interessando il settore del risparmio gestito è legata all’Inflazione e alle contromisure per contrastare l’inflazione, ovvero l’incremento dei tassi d’Interesse della BCE.

Con l’inflazione in aumento, anche se in misura minore rispetto all’autunno del 2022 quando è stato superato il record inflazionistico registrato nel 1983, per molte famiglie italiane, riuscire a mettere da parte i propri risparmi è sempre più complesso, soprattutto per coloro che vivono soli e che hanno visto un progressivo innalzamento del costo della vita.

Una minore capacità di risparmio si traduce in minori afflussi di capitale verso il risparmio gestito, e, in alcuni casi anche maggiori deflussi e a conferma di ciò, i dati rilevati da Assogestioni, mostrano proprio un incremento dei deflussi.

Il mercato del risparmio gestito

Negli ultimi 20 anni il mercato del risparmio gestito ha registrato un significativo aumento di valore, passando da poco più di 800 miliardo di vent’anni fa, ad oltre 2Il mercato del risparmio gestito, in Italia, vale circa 2.200 miliardi a fine 2022.

Prosegue il trend dei deflussi

Per il mercato del risparmio gestito, il terzo trimestre del 2023 ha confermato il trend già registrato nel secondo e primo trimestre dell’anno, un trend che ha visto un significativo incremento dei deflussi.

Per essere più precisi, negli ultimi mesi, la raccolta di capitale è stata particolarmente negativa e solo lievemente bilanciata dall’aumento del patrimonio complessivo.

A soffrire particolarmente di tale crisi sono stati i principali operatori del settore, Intesa, Generali ed Amundi, in particolare il gruppo Intesa ha registrato deflussi oltre la metà del totale.

Il dato sui deflussi registrato da Assogestioni appare in rialzo rispetto alle stime effettuate lo scorso trimestre. Più precisamente a luglio si stimavano deflussi per circa 1,07 miliardi, in misura nettamente inferiore agli oltre 30 miliardi osservati nel trimestre.

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